Nero contro Nero

🌑🐾 Nero contro Nero – Bar nel Bosco

È sera.
La luna filtra appena tra i faggi.
Sotto un tavolo del Bar nel Bosco, due ombre nere si confondono con la notte.


La voce di Polvere

«Lo vedi, Nox? Io sono un gatto nero.
Per secoli mi hanno dato la colpa di tutto:
se la pioggia arrivava all’improvviso, era colpa mia.
Se qualcuno inciampava, era colpa mia.

Io… il presagio, la sfortuna, la macchia da scacciare.»


La voce di Nox

«E io? Io sono il cane nero.
La gente mi evita.
Troppo grande, troppo cupo, troppo intenso lo sguardo.

Non importa se sono dolce.
Non importa se tremo dentro.

Nelle loro paure io divento mostro.
La mia ombra fa paura, anche quando sono solo un cuore che aspetta.»


Superstizione o ignoranza?

Polvere annuisce con ironia: «Superstizione.»
Nox ribatte con voce cupa: «Ignoranza.»

Poi un silenzio.
Un silenzio che pesa come un secolo di pregiudizi.


L’intervento del Saggio

È Bruno, il cane anziano del Bosco, a rompere la quiete.
Alza piano la sua tazza di tisana e dice:

«Ricordatevi questo, ragazzi:
nessun pelo porta sfortuna.
Nessun colore incute paura.

La paura non nasce negli animali…
nasce negli occhi che non sanno vedere.»

Polvere e Nox si guardano.
E in quello sguardo sembra esserci un sollievo antico:
innocenti, da sempre.


Oltre il colore, la relazione

La paura verso il “cane nero” o verso il “gatto nero” non appartiene a loro, ma a noi.
Sono superstizioni, giudizi e preconcetti che hanno attraversato secoli, e che ancora oggi possono influenzare la nostra percezione.

Eppure, per un animale, nero è solo un colore.
Ciò che conta davvero è ciò che prova, ciò che comunica, ciò che vive accanto a noi.


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